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25 July ChangesViste le recenti modifiche al Windows Live Spaces, che non mi comodano, ho deciso di scrivere da un'altra parte.
E "chi se ne frega" direte voi lettori inesistenti. Avevo pensato comunque di mantenere questo spazio perchè ci sono mote cose che ho scritto e, soprattutto, che mi hanno scritto che non mi dispiacciono e quindi non le vorrei perdere. Poi, mi ci sono un pochino affezzionata nel giro di questi due anni e passa. L'unico problema è che ok, le cose scritte sono rimaste; di tutto il resto, però, identico a come avevo scelto io, è rimasto solo lo sfondo dietro.. ma quello dietro dietro, le foglie che vedete, mentre persino qui dove scrivo è cambiato di colore; in più questo spazio colorato tinta giallo non precisiamo che, si è ingrandito e le foglie coloratissime non si vedono nemmeno più. Mi sembra anche che sia diventato spastico a causa dei cambiamenti che non si accordano con ciò che ci avevo messo io. Poi, secondo il mio gusto, è troppo 'pataccoso', non so come altro dirlo. Ci vorrebbe una cosa più snella. O forse dovevo solo io organizzarlo meglio, non so come. Quante preoccupazioni per questi space, vero. Se solamente me l'avessero detto prima che cambiavano tutto e poi non sapevo neppure dove mettere mano, e che non mi sarebbero piaciuti questi cambiamenti, non starei qui a scrivere queste cose che in ogni caso non hanno la minima importanza per nessuno, nemmeno per me. Quindi, i punti salienti:
1. Scrivo da un'altra parte (vi dirò dove, forse hihi)
2. Mantengo questo space per far sapere a chi qui mi ha letto, quando di la' aggiorno
3. Lo farò in maniera molto rudimentale: nel prossimo e ultimo post che vedrete, ogni simbolo o modifica che metterò sarà un'aggiornamento sulle altre pagine.
Speriamo bene.
A presto,
Valentina 09 July Angel Child- E' il mio blog? L'ultimo evento La conferma della vera identità dell'uomo spesso incontrato nei corridoi o in aula studenti Probabile scomparsa dell'uomo dalla mia vista Oggi Ora Ora 2 Fine Fine 2 Insomma, prendetela come volete e non fate troppe domande :P. 26 June Stars DieHaha. Brothers In Arms – Dire Straits 24 June Some SongsSono stata scelta per questo giuoco. Tenete presente che sono in una fase abbastanza fanatica per un certo tipo di musica/gruppi, che la parte oggettiva è forse poco percettibile :P e la scelta non è stata molto facile e nemmeno è quella definitiva, ovviamente. "Una vita di musica, il chilometrico test dalle mille domande sulle sette note" Ffffffffatto! E nomino... chi cavolo nomino? Luco', Marto', Beto! (se riesco a commentare sui loro rispettivi blog.. 31 May ColpevolePazza sono io
che mi immergo nell'immobilità dell'istante in cui mi muovi altrove. Pazza sono io che penso e non faccio. Pazza sono io che penso di fare cose senza pensare e poi non faccio comunque. Pazza sono io che penso "faccio" senza alcuna cosa da fare. Pazza sono io che desidero e che non sfrutta le opportunità. Pazza sono io che vorrei che tu ci fossi per me. Pazza sono io che scrivo. Pazza sono io che penso. Scusatemi :P 20 May LadybirdAvete deciso per altri senza nemmeno essere una qualche sorta di dio, senza nemmeno accertarvi se chi vi stava attorno fosse davvero della vostra stessa opinione o, al massimo, che le loro necessità fisiche e vitali fossero state completamente soddisfatte. Magari buttare un occhio non vi avrebbe fatto male; comunque non per togliervi un qualche pizzico di egocentrismo ed egoismo, ma piuttosto per essere cortesi come sembrate al primo impatto. Almeno siate coerenti e corretti. Sto galleggiando tra il tutto e il niente. Cerco di fare almeno le cose più logiche che ci possono essere per non ricevere qualche delusione. Studio, imparo, soddisfazione + passare gli esami, come se fossero la sola cosa che esiste al mondo. Ma tutto ciò è una cosa abbastanza matematica, appunto, e coinvolge cose che pure mi allietano. Se poi studio, non imparo niente e nemmeno passo gli esami, vuol dire che ho un inizio di demenza presenile, cosa che per la mia età è difficile che si presenti: ho venti anni. Il problema è che i libri non mi bastano; almeno quelli scritti ed imposti dagli altri. Sono sempre stata contraria a qualche tipo di istruzione e apprendimento premeditati e soprattutto organizzati da altri, anche se fatti in buona fede; ed è per questo che credo che mai diventerò un'insegnante e che, sempre restando nello stesso campo, mi verrebbe da studiare tutto tranne gli argomenti che i vari moduli all'università trattano. Però cercherò di fare la brava e di impegnarmi a studiare tutto quello che c'è dato, con maggior propensione alle lingue così da non trovarmi incasinata in tutto il resto che verrà da sè, ma anche no se non posso dire la mia. “E il mio discorso più bello e più denso 18 April Some Today- I PT hanno ritirato il video di Fear Of A Blank Planet per via degli avvenimenti accaduti in Virginia 07 March RoundaboutQuesto post potrebbe risultare abbastanza strano e incomprensibile, per cui cercate di trarre una conclusione finale cercando di afferrare le cose essenziali per riuscire a capire ciò che nemmeno io (ne son sicura) riuscirò a comprendere. C'è un tempo in cui vedo una cosa e mi chiedo che cosa ci fa lì da sola, non pensando a tutto quello che le sta attorno. Non riesco a trovare la relazione tra le cose. Ma, infatti, a vote c'è e a volte non c'è relazione tra le cose che si vedono. Ma anche ci fosse in maniera evidente, non riesco a comprendere il perchè c'è o se veramente esiste ed isolo la cosa come corpo che se ne sta lì senza senso e che probabilmente aspetta qualcosa che non si sa cosa sia, però intanto resta al suo posto, che si cura o meno degli altri corpi attorno a sè, però è indipendente ed emozionalmente, fisicamente e, per me, visibilmente isolato. Ciò comporta una abbastanza grande insignificanza di questa cosa, come anche un significato del tutto soggettivo che per niente riguarda il significato datogli comunemente. E questa cosa è lì e ci si può chiedere perchè esiste, a che cosa serve, cosa ci posso fare, come sarebbe se fosse, ad esempio, dipinta o messa a svolgere un'altra funzione. E intanto, con o senza senso, le cose rimangono vaghe e isolate le une dalle altre. C'è un altro tempo in cui invece vedo le cose in relazione tra di loro, anche se sì, può sembrare strana detta così. Non vorrei sparare cagate (seh, bella questa), ma vedo delle forze, che legano, ad esempio, questo dizionario di inglese a questo calendario fatto da mia sorella Sars, entrambi appoggiati su una scrivania. Ora, come spiegare sta cosa? Risposta: che minchia ne so! Bah, ci provo. Colonna sonora: Album: Lightbulb Sun – Porcupine Tree :P 01 February SI:Fluttuanti parole inesistenti su musica ondeggiano nel mare che porta con sè e costruisce suoni che si accostano e che creano la soavità di qualcosa che poteva come tante altre cose tranquillamente non esistere invece nel bagnasciuga sono arrivate così le elettriche parti d'inventiva che restano dissolte le une dalle altre e nella mente s'affollano ceppi di cose inutili erranti a metà tra il stabile e l'instabile tra il fare e il non fare tra il non riconoscere le diverse parti e cercare di unirle in sequenze che non appartengono nè a loro nè al reale. Così che non c'è altro che qualche inutile bastoncino e qualche alga galleggiante nelle onde schiumose che si aprono a riva. Oook.. non ho capito nemmeno io, per cui (per chi legge) non chiedete niente! ;P "I believe in ghosts". Questa frase mi piace e mi fa pensare. 29 January UndoingLato EA: non faccio niente e ancora non va bene. Scusate, farò qualcosa e vediamo se era proprio quello che volevate.
AB+BC+CD+DE+EA: Ma è colpa mia se c'è ghiaccio per terra?
11 January Some kind of energyAscoltami, subito, immediatamente. Non perdere tempo, ascolta, ascolta! Senti, una voce familiare dice cose che ti pare di aver già sentito da qualche parte, ma non riesci a trovare da chi nè quando sono state dette. Forse non le hai mai sentite. Ma una sensazione ti fa pensare che quelle cose aderiscono a te in modo perfetto. E ti fanno notare che sei viva, ou! sei viva! Hei! Una materia dentro di te si muove, ti circola nelle vene, anche se a rallentatore, ti porta ad afferrare delle corde che ti porteranno in cima, che ti faranno vedere le cose da un'altra prospettiva, la più bella che si possa pensare. E queste corde ci sono. Per ora l'importante è che ci siano. E ti sono state tirate quasi per caso. Ora stai un pò lì a conoscere queste cordicelle che pendono dall'alto e forse afferrandole, per curiosità o perchè pensi che conducano dove c'è bellezza, comincerai a percorrere una strada aggrappandoti saldamente a queste funi che non sai dove portano di preciso, ma sai che peggio della gola deserta in cui ti trovi non può essere.
E ti verrebbe da ringraziare chi ti getta queste corde, probabilmente inconsapevolmente, ma prima o poi glielo dirai. E anche coloro che te le hanno un tempo tolte, perchè, ora che le hai di nuovo, sono più apprezzate. Sarebbe anche da battere la testa in un un bel spigolo del muro di casa in modo da provocare una bruttissima ferita per aver avuto i prosciutti non solo negli occhi, ma soprattutto nelle orecchie. E diciamo, le cordicelle tolgono i prosciutti, li lasciamo nella gola deserta questi. Ecco, mentre cerchi di scrivere non mi ascolti, e non senti, e perciò non riesci a scrivere ciò che ti dico, sono più forte di te. E' la prima volta che ti capita che ti batto! Quindi aspetta, calmati e lascia che ciò che ti ho detto e ti ha riempito in queste ore si diffonda in te e poi ascoltami di nuovo tutte le volte che vuoi e poi puoi sapere realmente ciò che vuoi dire. Sì, non è facile dire in altre parole quel che già dico, ma quel qualcosa che si muove c'è; aspetta che esca e ce la farai... poi però fa' dare una controllatina anche a me!
Cheers!
30 December Let me bleedQuando pensi che tutto possa essere finito, questa maledetta vita ti coglie ancora di sorpresa. E un motivo ci sarà. O sarà sempre il solito, ovvero il nulla e forse la stessa vita ti inganna. Non sai se essere felice o no, perché dopo el ridar vien el pianzar. Pochi giorni fa ti sentivi vecchio, con nessuna ragione per cui migliorare il tuo carattere, la tua esistenza, la tua persona; pensavi che ormai era tutto impossibile da cambiare e quindi da accettare con tristezza, con allegria o con indifferenza. Tu eri tra tutte queste e tre, a seconda dei vari momenti della giornata o di quello che capitava. Ti eri abituato a stare nella tua insanità senza pretendere che la gente capisse. Come biasimarla poi. Senza passato, senza futuro, senza presente. Senza speranza, senza motivo nè voglia di progressione, ma convinto di regredire nel tuo mondo interiore malato che si era allargato a macchia d’olio senza avere nessun effetto nel mondo esteriore. Lavorando e spendendo pensieri su cose insignificanti o addirittura su niente. Non esisteva altro che la tua malattia e lo spazio buio e infinito che i tuoi occhi socchiusi vedevano in un punto qualsiasi. L’immeritatamente fortunata. 16 December "A me mi piace"Gentili Signore e Signori Cittadini della Repubblica Democratica Italiana,
Con somma gioia sono lieta ed orgogliosa di comunicarVi che A ME MI PIACE si può dire e sottolinea il fatto che a me piace qualcosa, e non a qualcun'altro. Inoltre tutte queste frasi sono corrette: Credo che Mario SIA un bravo ragazzo <= esprime una ipotesi Credo che Mario E' un bravo ragazzo <= esprime una certezza e che SCANCELLARE si può usare!
A mescolare letame chi diceva di no.
Cordiali saluti,
Valò
13 November I just want to say...Il sole si riflette sulle lenzuola stropicciate, le illumina e le rende chiare e visibili. Come vorrei avere chiara e visibile anche la tua vita, osservarla ed esserne parte e poterla toccare come posso toccare queste lenzuola sfiorate dal sole che è lo stesso che ora starà illuminando i tuoi zigomi, i tuoi occhi, la tua fronte, il tuo naso, le tue orecchie, la tua mascella, il tuo mento, il tuo collo, le tue mani, i palmi delle tue mani, le tue labbra, i tuoi denti, le tue clavicole, i tuoi capelli, le tue spalle, le tue ginocchia mentre cammini per la tua città; le tue scarpe che coprono i tuoi piedi, i tuoi talloni, la tua schiena, il tuo busto, le tue braccia, il tuo… tutto. Without feeling, Buon Compleanno. 30 October Hedonism and Drugs Don't WorkNon so che senso abbia, non so nemmeno se ha un senso e non voglio saperlo. E'bella questa canzone, è bella ed è lo specchio di qualcosa che ho cercato di nascondere e quindi provoca malessere nell'ascoltarla. La farei smettere di andar avanti: basta un sempice 'elimina', muovendo il dito medio e l'indice, e tutto è finito. Ma invece no. Continuo ad ascoltarla, come se il male facesse bene. E mi perdo dentro a queste parole che mi portano via l'attenzione e la vista per ciò che non riguarda quelle parole. Sono le sesse domande che mi faccio su di un'illusione.
Ed è assurdo, lo so, continuare a non considerare gli altri perchè penso ad una cosa ideale che ha dato segni di vita per poco e che mi sono creata per tutto il resto, credendo di averne colto l'essenza. E continuare a pensare alle cose a quanto più semplici e belle sarebbero con questa figura accanto. Credere che con nessun altro possa star bene. Continuo a paragonare la gente al nulla, alla mia fantasia. E questo non credo sia molto giusto. E penso a come questa figura la sentivo molto vicina, quasi la percepivo, e quasi riuscivo realmene a toccarla. Un'idea che si poteva concretizzare, un'idea che stava per avere una sua esistenza in questa terra, un'idea che si è soffocata poi, un poco alla volta dalle mie parti, e sta ora dando i suoi ultimi respiri. Un aborto di idea potrebbe essere definito. Dovrò avere ora cancellata l'idea di poter toccare il suo viso e stringermi alla sua vita e di conferirgli magari quel sorriso che mai ho visto a labbra distaccate, ma solamente a labbra socchiuse. Erano gli occhi, però, che sorridevano a qualcosa di simpatico letto ovunque. Cavolo, che occhi sorridenti e pieni di gioia, di vita, di tutto. E dovrò dimenticare di poter vedere le sue mani, con le quali scrive cose di un altro mondo. "How do you remember me (...) I hope you're feeling happy now" (Hedonism - Skunk Anansie)
"And I hope you're thinking of me As you lay down on your side Now the drugs don't work They just make you worse But I know I'll see your face again" (Drugs Don't Work - The Verve) 26 October Look Back in AngerJIMMY: Why why why do we let those women bleed us to death? Have you ever had a letter, and on it is franked “Please Give Your Blood Generously”? Well, the Postmaster-General does that, on behalf of all the women of the world. I suppose people of our generation aren’t able to die for good causes any longer. We had all that done for us, in the thirties and the forties, when we were still kids. (In his familiar, semi-serious mood.) There aren’t any good, brave causes left. If the big bang does come, and we all get killed off, it won’t be in aid of the old-fashioned, grand design. It’ll just be for the Brave New-nothing-very-much-thank-you. About as pointless and inglorious as stepping in front of a bus. No, there’s nothing left for it, me boy, but to let yourself be butchered by the women. HELENA: Do you know – I have discovered what is wrong with Jimmy? It’s very simple really. He was born out of his time. Look Back in Anger - John Osborne 11 October A new treeNon voglio avere radici a cui essere attaccata
radici da cui dipendere radici da difendere radici da rispettare radici a cui fare riferimento quando sono in pena; non voglio essere ancorata e generare da queste. Voglio staccarmi da tutto e creare il creabile partendo non da queste radici, non basandomi su di loro, ma avere i piedi da dieci a venti centimetri staccati dal terreno, essere separata da ciò che mi circonda da una bolla d'aria e da lì vedere ciò che c'è e fare ciò che non c'è. Non voglio appoggiarmi in certe radici che hanno creato quel fogliame che ha riempito la palizzata, si è aggrovigliato ed è impossibile da togliere e diventato, ormai, da bello, a cancrenoso, fitto di rami suddivisi appena da un'ombra che si proietta sui rami adiacenti. Non voglio essere un ramo o una foglia appartenente a questo attorcigliato grumo, groviglio, a questo bordello impastato e tutto collegato. Voglio essere un nuovo e scarno albero che vive in parte e staccato dalla palizzata. Un albero, ma senza radici. Uno che produce cose non attaccate ai propri pochi e decisi rami, e queste cose andranno in prestito a chi vorrà essere un altro albero senza radici. Sì, senza queste che determinano la produzione dei frutti, ultimo elemento delle piante. No radici, no frutti attaccati, ma liberi di viaggiare nel tempo e nello spazio. E a me, diversi frutti, sono giunti da un grande albero. 15 September WaysGuardando su Rai Tre vari film-documentari sulla guerra nei paesi arabi, mi è in seguito venuta in mente questa poesia.
What passing-bells for these who die as cattle?
Only the monstous anger of the guns. Only the stuttering rifles' rapid rattle Can patter out their hasty orisons. No mockeries now for them; no prayers nor bells, Nor any voice of mourning save the choirs,-- The shrill, demented choirs of wailing shells; And bugles calling for them from sad shires. What candles may be held to speed them all?
Not in the hands of the boys, but in their eyes Shall shine the holy glimmers of good-byes. The pallor of girls' brows shall be their pall; Their flowers the tenderness of patient minds, And each slow dusk a drawing-down of blinds. (Anthem for Doomed Youth - Wilfred Owen) E non ho nient'altro da dire su questa faccenda, come dice il nostro caro amico Forrest Gump. Tranne una ripresa che mi ha colpito tra questi documentari: grandi industriali, verso l'inizio della guerra, si sono riuniti per parlare dei vari profitti che si sarebbero ottenuti tenendo quei paesi "sotto controllo". Beh, bello no? E queste guerre per il benessere di chi? Per instaurare la democrazia dove? (Una democrazia tipo la nostra?..bella...!) Finita la guerra, se finirà, il medio oriente sarà ancora, e ancora di più contro gli americani e a chi toglie loro la ricchezza proria. Anche lì ci saranno morti di fame e uomini grassoni "occidentali" che fanno ginnastica o si risparmiano una zolletta di zucchero per rimettersi in forma. Rmettersi in forma per cosa poi?..Vabeh, potrei non finire più. E una volta che queste cose succederanno, moriranno i più deboli, ovviamente. Guerre fatte per concentrare sempre di più le ricchezze e fregarsene di altre persone che non hanno una briciola di pane per sfamarsi. Down down down.
Io non volevo la segnaletica orrizzontale nella mia via, tranne, vabeh, il vecchio dare la precedenza. Le ho viste ieri, le strisce, mi sembra, quando sono scesa in giardino. Un pugno in faccia. E già pensavo: "Noo! cosa mi hanno fatto!? Sapevo che dovevo fare la foto alla mia via prima che la modificassero ancora di più!" Sono uscita, oggi, in macchina dopo circa un trimestre, roba bianca sull'asfalto. No, non la voglio. Oltre alle righe di separazione delle corsie, hanno messo anche lo spazio per i parcheggi delle macchine. La mia via non è adatta a ste cose. La gente che la frequenta di solito, invece, si è adattata a parcheggiare lì, sulla strada, accanto alle murette e alla rete dell'orto della "Maria del Zot", altro posto non c'è: dove vuoi mettere sennò una macchina? davanti ai cancelli? No, scusa, mi par ovvio! E occorreva quella segnaletica per dire che lì, dalle murette e dalla rete, si può parcheggiare? Poi, vuoi mettere la romanticità di una scarna via, grigia e verde, con un orticello abbastanza grande che la accosta, cose che in un centro non si trovano molto spesso, con la pioggia che scende, col gelo e con l'umido, e riesci anche ad annusare l'odore di questa pioggia? E davanti non hai altro che una lunga via, senza bordi ne 'recinti', e anche se la pioggia e l'umidità ti rende un pezzo di ghiaccio, ti vien voglia di percorrerla tutta anche se la tua casa sta appena all'inizio della via. Senza strisce era più wild e anche il pattinare riusciva più disinvolto. Ora sembra tutta una gabbia con le inferriate, dove non puoi passare da una parte all'altra, dove non puoi uscire di un centimetro dalla linea del parcheggio. Forse, durante la fiera di San Donà la si troverà comunque piena, ma di spazio per mettere la macchina e farsi un giro a piedi è diminuito. Potrei parlare anche chei parcheggi a San Donà o a Jesolo, ma non parlo perchè già mi sembro una vecchia brontolona. Ma a me piaceva senza strisce la mia via! :P Cheers! 21 August Music is powerA dir la verità, a me bastava star lì ed ascoltare: in parte, davanti, dietro, sopra, sotto piazza San Marco, era uguale. Cioè, non avevo pretese elevate, ovvero di ascoltare e in più guardare, e in più guardare da vicino il sospirato concerto di David Gilmour a Venezia.
Capitò però che durante il sound check (giorno: sabato 12 agosto 2006), mentre eravamo sotto i portici (dove un piccione mi ha cacato in scioltezza sulla spalla sinisstra) la Elò ascoltò i discorsi di altra gente. Dopo di che mi chiese quanti soldi avevo. Per far cosa? Per prenotare un tavolo al Florian. Non poteva costare tanto quanto il biglietto. Io fino a quel momento avevo pensato invece che facessero pagare il posto tanto quanto un biglietto. Però noi andiamo lo stesso ad informarci, ed un cameriere gentile ci dice che non costa niente, solo che dobbiamo consumare: "con 7,80 euro di una coca, avete il tavolo per quattro ore". Incredibile fino alla fine. Ci porta dal direttore che segna il nostro nome su un pezzetto di carta. Era proprio sgolzo quel foglietto, e io non ci credevo finchè all'entrata, verso le sette e mezza, dicendo il mio cognome al maitre dalle transenne, ci conferma "Ovini, per due?" (PS: Ovini non è il mio cognome cmq hehe!). Sì. Cazzo, siamo noi. E un ragazzo apprezzabile ci consegna il pass di "Florian, ospite senza biglietto". Cazzo, abbiamo il posticino in piazza San Marco da dove si vede non bene, ma benissimo. La Elò mi avrebbe ammazzata tutte quelle volte che fino alle sette e mezza le ho detto che non era possibile e che avrei spaccato il muso al direttore se aveva cancellato il nostro nome. Ma invece nooo! Era tutto vero. Prendiamo una cioccolata con panna e una birra: in tutto 20 euro, lasciando persino la mancia di 70 centesimi al cameriere: che sboronata! Non era affatto il posto per noi. Anzi, forse, il Caffè più chic di Venezia, l'altra sera era il rifugio dei senza soldi. Ovviamente, il vippame non stava lì, ma seduto in prima fila, no? Alle otto, circa, inizia a piovere. Piove troppo. Tutti i paganti però restano lì 'inpervidi' (penso sia un miscuglio tra impavidi e imperterriti) con ombrelli o k-way. Quelli ai Caffè si rifugiano invece sotto i portici. Piove e alle nove tutti sperano che Gilmour suoni lo stesso. Alle nove e cinque miuti si capisce che sta per cominciare il concerto. C'è poi un momento di disattenzione, in cui diverse persone scavalcano le transenne del caffè, davanti ai pompieri che aiutano persino a scavalcare. Noi non siamo di meno di quelle persone. E quindi Elò passa, passo anche io. Prendiamo posizione in parte ai posti a sedere, dove c'è uno spazio libero e stiamo lì con ombrello in mano fino alla fine della prima parte. Nel secondo tempo gi assistenti fanno mettre le transenne un po' staccate dalle sedie per quelli che non avevano il posto a sedere, in modo da non impedire la vista a quelli che invece lo avevano. Da dietro le transenne si vedeva anche meglio. Grazie. E smette anche di piovere per tutto il resto della notte. Non mi ricordavo la scaletta letta sul giornale, quindi l'emozione è ancora più bella ed intensa. D. Gilmour comincia coi saluti e dice che non sa cosa fare per questo brutto tempo. Poi inizia a suonare; note che ti perforano il corpo (soprattutto se sei a meno di 5 mentri dalle innumerevoli casse :|) e che rimbalzano sui palazzi tutti attorno lasciandogli un'altra impronta storica più recente. Parte con Breath, cavolooo!!! Poi si sentono delle sveglie suonare. "Ma questa è Time!?" dico quasi senza che la elò mi senta. Sì, cavoli era Time! Come ho fatto a dubitare!? Forse solamente non ci credevo. Riprende poi con Breath. Io scrivo di queste cose, ma non è che mi renda ben conto. L'atmosfera è stata incantevole dalla prima all'ultima canzone. Dopo questi brani, continua con quelli del suo ultimo album, On an Island. Più o meno l'ordine era questo: Castellorizon, On An Island, The Blue, Red Sky At Night, This Heaven, Then I Close My Eyes, Smile, Take A Breath, A Pocketful Of Stones, Where We Start. C'è stato un 'oooooo' generale quando si stava preparando con la chitarra acustica, fose tutti credevano in una 'Wish you where here' prima della fine, o forse ero solo io che lo credevo! ghgh Invece no, era Smile! Che bella..! Atmosfera indicibile. Inutile dire che è stato grande, nonchè simpatico e unico. Come sono stati unici gli altri componenti della band come Richard Wright alle tastiere, il bassista, il sassofonista.. tutti, anche il suonatore di bicchieri trovato per le calli e che ha avuto l'onore di essere invitato da David di suonare con lui, lì, quelle due sere.. Santa Claus che culo. La seconda parte era dedicata agli immortali successi dei Pink Floyd. David annuncia Shine on you crazy diamond facendo cenni per avere il completo silenzio che poi ha ottenuto. Folla in estasi. Ahhh che occhi lucidi mi vegono. Wot' s..Uh the deal è stata la successiva! Queste prime due me le ricodavo che le avevo lette sul giornale. Dopo questa però, si sentono le note inconfondibili di Arnold Lane! Non me l'aspettavo prchè ero sicura che non l'avevo letta sulla scaletta! Sì, al posto di questa la sera prima aveva suonato Astronomy Domine. Si può dire un orgasmo dopo l'altro. Dark Globe, Fat Old Sun, On the turning away, poi le iniziali campane di High Hopes, Echoes che è durata più di venti minuti. Poi per non perdere il treno ci siamo ascoltate dal fondo della piazza, dalla basilica, con l'intervento dei mori della torre dell'orologio, Wish you were here e solamente fino al primo ritornello Comfortably Numb! Non è possibile! Questa avrei troppo voluta ascoltarla per bene e da più vicino, tutta e senza i mori che suonavano la mezzanotte. Poi, in 25 minuti, io scalza a causa del dolore che le scarpe mi provocavano, siamo arrivate alla stazione dei treni dove abbiam trovato altra gente che è riuscita ad ascoltarsi anche Comfortably Numb. Ho visto gente che è venuta anche al concerto dei Pink Floyd dell'89 a giudicare dalla maglietta che indissavano, anche se ben non mi ricordo perchè ho notato questo. Concerto e giornata tutta da ricordare. Per altri particolari, se volete, visitate http://scrittrice-in-erba.splinder.com/ che ha scritto in pratica tutto e meglio. :D ***
Non si sa mai cosa ti aspetta dietro le quinte, soprattutto dietro quelle della piccola arena in piazza Aurora a Jesolo Lido. Al termine dello scherzone del secolo della nostra compagnia... ok, racconto anche questo poi l'altro.
Ogni tanto, verso le prime ore del mattino, vale a dire l'una o due, quando ci troviamo a Jesolo, andiamo ad occupare il palco dell'arena in piazza Aurora che a quell'ora lì è vuota e ci mettiamo a fare qualche scenetta. Sta volta, a ferragosto, bene ci è venuta la litigata tra me e la Elò e la Martò con la sua imitazione del Gabibbo! Arriva poi un grupo di ragazzi che ha voluto fare la foto con noi.. anche loro ci hanno riconosciute, non solo il Mago Forrest! :'D Dopodichè continuiamo con i nostri atti. Ad un tratto arriva un altro gruppo di ragazzi che ci chiede se si potevano sedere al bordo dell'arena. Quasi non rispondiamo, ma mi ricodo che qualcuno, forse la Martò aveva accennato ad un sì in inglese. Mentre si raggruppano, decidiamo di far finta di essere inglesi qualora questi venissero ad interagire e la Sars propone di presentarci come John, Paul, Georg e Ringo, ovvero i Beatles. Nel frattempo, da lontano, ci chiedono se parliamo in italiano. Risposta della Martò: No, no, only English! Uno richiama l'attenzine degli amici dicendo "Ue raga'! Ce stanno le inglesi!" Salgono sul palco e inizia lo spettacolo. Nessuno di loro nè parla nè capisce l'inglese. Pare strano, ma è vero. Infatti pensavamo che stessero pure loro al gioco. Ma dopo un po' che si cercava di comunicare, noi in inglese loro in italiano, abbiam capito che lo scherzone era già riuscito. Così proseguiamo candide e 'tonte' a parlare in inglese sia tra di noi che con loro, mentre loro spiaccicavano sì e no una o due parole in inglese. Il resto dei loro commenti era in italiano. Si può ben capire che capivamo ogni cosa che dicevano, anche la più porca, mentre loro erano ignari della nostra nazionalità. Bene, fatte le presentazioni non arrivano a capire che i nomi erano finti, cioè, son veri, ma non i nostri reali. Io poi mi son presentata come Ringo ed uno mi chiede di ripetere e poi dice: "Ah! Ringo!"... sì, devo amettere poverino che sinceramente ho pensato che aveva subito pensato a Ringo People, i biscotti! Sì, perchè sennò me lo diceva che era il nome del Beatles. George, la Martò, pensavano si chiamasse Giorgia. Poi vari complimenti alle gambe della Martò, ai suoi baffi...e non solo! Commentavano e noi capivamo tutto e loro questo non lo sapevano. Loro arrivavano da Torino e certi da Catanzaro Veneto. Invece di noi, alcune avevano il ragazzo a Liverpool dove anche abitavamo, da Beatles doc; studievamo, non mi ricordo dove. Poi, dalla disperzione, uno comincia a aprlare il francese. Nessuno di noi lo sa parlare, tranne la Elò che deve saperlo, ma non riescono nemmeno in quello perchè il minimo almeno si capisce se uno il francese lo parla bene appena apre bocca; nemmeno quello, no. Dopo vaie ripetizioni di terronese, ad es. ci facevano ripetere 'minchia' e se la ridevano e cazzate varie, ci concordiamo per dir loro che eravamo italiane. "Basta ragazzi, siamo italianissime ed abbiam capito tutto e avete fatto una figura da chiodi!" dice la Martò. Si sono sentiti veramente delle cacchine credo, bah, vabeh.. tanto che uno ha ripetuto incredulo fino alla fine "Raga', ce l'anno messa nel culo! Raga' ce l'hanno messa nel culo!" lo stesso che poi ha cominciato a dire cose culturali da spavento. Ad es. che il Po' sfocia in Romania. Dopo vari ragionamenti gi abbiam fatto capire che sfocia qui nell'Adriatico e poi dice "Beh, ma se non ci fosse il mare, sfocerebbe in Romania no?". Vabeh, sono stati simpatici e se non fossero stati così lo scherzone sarebbe terminato al mio primo "Eh???" quando non avevo capito una cosa o quando la Martò ripeteva molto bene "Minchia"! Dopo qualche minuto sento delle note di una melodia familiare, ma non chiara. Forse qualcuno in un bar stava suonando. Decido di seugire la musica e mi alzo dal palchetto sopra il palco dell'arena dove eravamo sedute e mi porta dietro le quinte. Qui ci sono due 'menestrelli moderni' che stanno suonando Wonderwall! Non so che faccia ho fatto, ma spero non me l'abbiano vista o, almeno, che non se la ricordino! Ero quasi presa dal panico! Volevo ascoltarli, ma volevo anche avvertire le altre fans della compagnia e quindi le avverto nel minor tempo possibile. Tutte si alzano e vengono lì ad ascoltare e a cantare guardando il cielo, contentissime (tranne la Martò che non li conosce bene) e salutiamo con un fugace 'ciao' le vittime dello scherzo. Una buona ora passata da 'artiste di strada' o 'da dietro le quinte' assieme a queste due persone che hanno in comune con noi la passione per gli Oasis e i Beatles. Volete sapere la scaletta??? uhauha mh... non me la ricordo bene, solo in disordine. Wonderwall per metà, Champagne Supernova, Wish you were here (Pink Floyd naturalmente), Don't cry (Guns 'n' Roses), Get Back (Bealtes), Live Forever, Married with children, nn mi ricodo se abbiam cantato Slide Away. Poi The Masterplan, Half the world away, Hello, Don't Look Back in Anger, Stand by me, Whatever! Poi non mi ricordo altro... Alla fine, verso le 3.15 ce ne siamo andate, un pò per l'orario, un pò per il freschetto che faceva, per la mancanza ormai di voce, per la stanchezza, e ci siam congedati da questi due simpatici amici che chissà se rivedremo. Ma conto di sì. |
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